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I bambini e l'esperienza del dolore

Parlare della morte con i nostri bambini certo non è facile, quindi spesso ci troviamo impreparati e non troviamo le parole per affrontare l’argomento così ci interroghiamo su quale sia il modo più giusto per affrontare la situazione.

Parlare della morte con i nostri bambini certo non è facile, quindi spesso ci troviamo impreparati e non troviamo le parole per affrontare l’argomento così ci interroghiamo su quale sia il modo più giusto per affrontare la situazione… Come dirlo? Che cosa dire? Portarlo al funerale?

Abbiamo paura che il bambino possa rimanere scosso o addirittura traumatizzato dall’impatto con la morte.

In tutte le epoche storiche la morte risultava parte della vita normale e costituiva un elemento consolidato del proprio patrimonio culturale. Il momento stesso del morire era un momento solenne, anche i bambini venivano portati a vedere il defunto affinchè potessero imparare a vivere il dolore e la sofferenza senza esserne sopraffatti.

Nella società contemporanea si è modificato il modo di avvicinare l’infanzia al dolore, si tende infatti a proteggere il bambino emarginandolo dalle situazioni di sofferenza che è comunque parte della nostra esistenza.

Il tentativo di evitare il dolore però restituisce al bambino un’angoscia amplificata, infatti, non facendolo partecipare al lutto, alla perdita, alla separazione, evitandogli le situazioni in cui possa piangere, disperarsi, ribellarsi, commuoversi, gli viene negata anche la possibilità di vivere le emozioni, anche se spiacevoli, ciò comporta il raffreddamento di una parte della propria interiorità, l’attivazione dei processi di distanziamento ed un allontanamento emotivo.
Il bambino perde in questo modo la possibilità di trovare nell’adulto una guida e un supporto solido.

È quindi fondamentale avvicinare il bambino a ciò che può creare sofferenza, seppur in termini graduali e protettivi, aiutandolo ad esprimere il dolore e i sentimenti di perdita dandogli testimonianza che è possibile accogliere dentro di sé il dolore come anche l’adulto fa.

L’impatto con la sofferenza emotiva non è di facile elaborazione, talvolta il dolore scatena nel bambino la rabbia e solo l’adulto può aiutarlo a canalizzare adeguatamente gli impulsi aggressivi derivati dall’angoscia e dall’impotenza.

È importante aiutare il bambino nel trovare le parole per esprimere i propri sentimenti ascoltando tutto quello che ci vuole comunicare.

Come i bambini esprimono il dolore?

I bambini più piccoli posso essere molto confusi e non capire quello che sta succedendo. Dal momento che non hanno ancora una padronanza nel linguaggio e non riescono a comunicare le proprie emozioni con le parole, manifestano il dolore e la loro sofferenza attraverso il comportamento.

  • Paura e timore nel momento in cui devono separarsi da uno dei genitori, specie quando devono andare a letto da soli

  • Tornare a succhiarsi il pollice

  • Perdere appetito

  • Avere comportamenti regressivi.

  • Comportamenti aggressivi o distruttivi

  • Incubi notturni

  • Avere comportamenti finalizzati a ricevere attenzione

  • Il loro dolore può esprimersi anche nell’iperattività, o anche con giochi simbolici

  • Il bambino può anche diventare molto pauroso anche quando qualcuno in famiglia si ammala temendo di dover affrontare nuovamente l’esperienza della morte.

Come affrontare l’argomento?

Il bambino ha bisogno di un adulto che sappia accogliere il suo dolore, contenere l’eventuale rabbia e che accetti di non negare la realtà.

Il bambino sa molto di più di quello che gli adulti pensano, le capacità intuitive e riflessive dei bambini permettono loro di capire certi aspetti della vita, essi colgono gli stati emotivi attraverso gli sguardi e la gestualità dei genitori, e quando il clima familiare cambia il bambino vi partecipa nonostante non gli venga detto nulla.

Quindi l’adulto deve applicare una funzione di rispecchiamento in modo che il bambino possa sentirsi più adeguato nell’impatto con i sentimenti di sofferenza. Saper ascoltare e accogliere le parole del bambino e le sue emozioni consente al bambino di esternare i propri sentimenti imparando così a modulare le difese intrapsichiche e le emozioni corrispondenti.

“È importante rispettare e riconoscere il dolore di un bambino. Quando tentiamo di evitarglielo è forse a noi stessi che tentiamo di evitare il dolore che ci procura il veder soffrire un bambino, ma in questo modo priviamo sia lui che noi stessi di una cosa molto importante”

A. Marcoli

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